Il designer Paul Smith e il suo archivio: collezione uomo Autunno 2026

Paul Smith ha fatto ricorso alla memoria, all’umorismo e all’eredità del marchio nella collezione uomo Autunno 2026, riconoscendo apertamente che il passato può essere una potente fonte di ispirazione — soprattutto quando si tratta della propria storia.

«Sapete, ogni designer al mondo di solito guarda a vecchi riferimenti», ha spiegato Paul Smith nel backstage prima della sfilata autunnale. «Ma naturalmente ho dimenticato di avere 5.000 miei riferimenti del passato, perché sono estremamente vecchio».

A 79 anni, Smith è ancora abbastanza snello da entrare in abiti acquistati 20 anni fa e resta ironico e giocoso come sempre. Con evidente entusiasmo ha parlato dei «simpatici giovani assistenti» del suo rinnovato team creativo, sottolineando il loro forte interesse per l’archivio del marchio. Insieme hanno recuperato look iconici — per lo più degli anni Ottanta — dandogli una nuova interpretazione nel ciclo della moda contemporanea.

Sfogliando una stampa dell’ordine di uscita, fitta di appunti scritti a mano, Smith aveva etichettato circa la metà dei look come «archivio», con alcuni riferimenti che risalivano addirittura al 1977. La collaborazione tra generazioni, secondo lui, gli infonde nuova energia.

«Il loro sguardo fresco mi dà energia e mi aiuta a vedere le cose sotto una nuova luce», ha dichiarato Smith in un commento fuori campo durante la presentazione in formato salone. Gli ospiti erano seduti su panche di legno disposte molto vicine tra loro, decorate con immagini di occhiali dimenticati, monete sparse e paia di forbici — un dettaglio malizioso e ironico.

La collezione si è rivelata una delle più riuscite di Smith degli ultimi anni. Ha conquistato grazie a un tailoring morbido e rilassato, a una palette cromatica autunnale dai toni “sporchi”, ai raffinati tweed Donegal e ai motivi a spina di pesce. Tra i richiami più riusciti al passato spiccavano le Henley ampie, in maglia dalla consistenza simile a quella dei maglioni, capaci di suscitare un desiderio immediato.

L’outerwear ha avuto un ruolo centrale: trench leggeri con schiene morbide e quasi a mantella, insieme a camicie utility e anorak infilati in pantaloni dalla gamba ampia. Le silhouette apparivano rilassate ma al tempo stesso studiate ed eleganti.

Il classicismo ha fatto da filo conduttore, con completi blu navy, camicie bianche, car coat in pelle e maglioni Fair Isle che riaffermavano la forza di idee senza tempo. Nelle mani di Smith, questi capisaldi tornavano a sembrare assolutamente attuali.

L’Autunno 2026 ha dimostrato che guardare alla propria storia — con umorismo, sicurezza e curiosità — può essere un passo convincente verso il futuro.

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