Lo stilista israeliano Hed Mayner è arrivato a Firenze per presentare la sua collezione Autunno/Inverno 2026 come ospite speciale di Pitti Uomo, allontanandosi dal consueto calendario parigino per un progetto strettamente legato al tema della stagione, Motion.
Interpretando questo concetto centrale, Mayner ha invitato gli ospiti alla Palazzina Reale, un gioiello architettonico situato accanto alla stazione di Santa Maria Novella. La posizione unica della sede, con la struttura posteriore direttamente collegata ai binari ferroviari, ha creato uno sfondo industriale e ritmico che ha rafforzato l’idea di movimento, transizione e continuità.
La collezione comprendeva 34 look e ha proseguito l’esplorazione di Mayner sul volume e sul tailoring decostruito. Spalle esagerate, cappotti allungati e pantaloni volutamente oversize definivano le silhouette, mentre proporzioni spostate e asimmetrie sfumavano i confini tra abbigliamento maschile classico e capi di ispirazione utilitaria.

Un ricco dialogo tra motivi e texture attraversava la collezione. Pied-de-poule, paillettes argentate ed elementi plissettati si combinavano con tessuti morbidi e fluidi, creando un contrasto studiato tra struttura e leggerezza. La gabardine di lana è stata utilizzata per i cappotti, rafforzando l’impianto architettonico dei capi, mentre il velluto applicato agli abiti aggiungeva profondità e una morbidezza tattile alle forme più rigorose.

Stratificazioni e accostamenti di materiali accentuavano la sensazione di movimento anche nella staticità, permettendo ai capi di reagire al corpo e allo spazio. A completare la collezione, i riferimenti sportivi e all’abbigliamento uniforme, elementi ricorrenti nel linguaggio di Mayner, che hanno rafforzato il carattere funzionale e al tempo stesso espressivo della proposta.

Le calzature sono rimaste essenziali e funzionali, sostenendo l’estetica complessiva senza distogliere l’attenzione dalle silhouette. Presentando la collezione AW26 a Firenze, Mayner ha inserito il proprio lavoro in un dialogo più ampio sul concetto di movimento nella moda maschile contemporanea, interpretando il tailoring come una forma viva, in continua trasformazione.



