Collezione uomo Dior autunno–inverno 2026 a Parigi

Jonathan Anderson ha presentato la sua seconda collezione uomo per Dior, svelando a Parigi la stagione Fall/Winter 2026, in cui rielabora la figura del flâneur contemporaneo attraverso il concetto di “aristo-youth”. La collezione unisce i codici architettonici della sartoria della Maison a un’idea di opulenza più fluida e globale, ispirata all’eredità del leggendario couturier Paul Poiret.

La sfilata è stata concepita come un racconto piuttosto che come una semplice presentazione statica. Al centro, un gruppo di giovani aristocratici che vagano per Parigi. Il loro percorso li conduce a una targa commemorativa su Avenue Montaigne dedicata a Paul Poiret, le cui creazioni dei primi del Novecento hanno liberato il corpo da strutture rigide. Questo incontro simbolico diventa il punto di partenza della stagione, fondendo l’eredità formale di Dior con lo spirito indulgente e d’avanguardia di Poiret.

Le silhouette della collezione sfumano intenzionalmente i confini tra genere e formalità. Bar jacket asciutte e ridotte nelle proporzioni e frac allungati vengono abbinati a elementi inattesi, come i long johns indossati come pantaloni e le camicie formali con lavallière. Tra “vestire” e “svestire” nasce una tensione che trasforma il tailoring classico in qualcosa di più vulnerabile e giocoso.

La narrazione materica è sobria ma ricca di tattilità. L’outerwear tecnico viene elevato a dimensione teatrale grazie a mantelli in broccato, mentre i tweed Donegal convivono con ricami scintillanti. Blazer cropped e una sartoria affilata e slanciata si scontrano con denim e parka, sottolineando l’interesse di Anderson per il contrasto tra codici aristocratici e praticità urbana.

L’atmosfera della sfilata è stata definita dalla musica di Mk.gee, il cui suono introspettivo ha dato il tono emotivo alla collezione. I modelli sono apparsi con parrucche giallo acceso e acconciature appuntite, evocando figure sospese tra tradizione ereditata e possibilità future distorte. Parlando di questa influenza, Anderson ha dichiarato: «Non era come me lo aspettavo… c’era in lui una timidezza, un’introversione che ho trovato affascinante. E il mio modo di lavorare è raccogliere esperienze o elementi durante il processo e poi infiltrarli nel lavoro».

Questa energia introversa si traduce in forme avvolgenti, come giacche con schiena balloon e bomber tecnici che si trasformano in ampi mantelli. Invece di affidarsi a marcatori evidenti di status, la collezione si concentra sull’eccentricità personale e su uno stile istintivo. Come ha sottolineato il designer: «Per me è come un altro studio di personaggio. Si tratta di stile personale e, allo stesso tempo, dell’idea di ignorare l’aspetto del denaro nell’aristocrazia — che cos’è l’eccentricità?».

Combinando riferimenti storici, proporzioni sperimentali e una lavorazione sofisticata dei materiali, Dior Fall/Winter 2026 propone l’abbigliamento come un gioco di associazioni spontanee, in cui l’individualità conta più dello status.

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