La moda britannica è da tempo associata a un pensiero indipendente, a idee audaci e alla capacità di unire tradizione e avanguardia. Dall’eleganza aristocratica alla rivoluzione punk fino alle sperimentazioni contemporanee, è proprio il Regno Unito ad aver dato al mondo brand che hanno plasmato l’agenda globale della moda. Di seguito, cinque marchi britannici fondamentali senza i quali è impossibile immaginare la storia della moda moderna.
Burberry
Il brand Burberry è stato fondato nel 1856 a Basingstoke da Thomas Burberry. Inizialmente, la maison si specializzava in capispalla funzionali e la sua invenzione più importante fu il gabardine — un tessuto denso e impermeabile che rivoluzionò la produzione di cappotti e trench.
All’inizio del XX secolo, Burberry divenne fornitore ufficiale dell’esercito britannico. Fu in questo periodo che nacque l’iconico trench coat, destinato a trasformarsi in un simbolo di elegante funzionalità. Con il tempo, il brand ha consolidato il proprio status di patrimonio nazionale della moda, mentre l’inconfondibile motivo Burberry Check è diventato uno dei più riconoscibili al mondo. Oggi Burberry resta un protagonista chiave del segmento luxury, unendo heritage britannico e design contemporaneo.
Alexander McQueen
La maison Alexander McQueen è stata fondata nel 1992 dallo stilista Lee Alexander McQueen, diplomato alla Central Saint Martins e una delle figure più influenti nella storia della moda britannica. Fin dall’inizio, il brand si è distinto per il suo approccio provocatorio e concettuale, sfidando le idee tradizionali di bellezza.
Le sfilate di McQueen si sono rapidamente trasformate in performance teatrali, mentre le collezioni sono diventate veri e propri manifesti visivi, in cui una sartorialità complessa si intrecciava con riferimenti storici e intensa carica emotiva. Dopo la morte dello stilista nel 2010, la direzione creativa è passata a Sarah Burton, che ha preservato il DNA del brand rendendolo al contempo più raffinato e indossabile. Oggi Alexander McQueen rappresenta una potente fusione di alta moda, arte e audacia britannica.
Stella McCartney
Il brand Stella McCartney è stato fondato nel 2001 dalla stilista Stella McCartney, figlia del musicista Paul McCartney. Dopo aver ricoperto il ruolo di direttrice creativa da Chloé, ha lanciato il proprio marchio con una filosofia chiara: lusso senza l’utilizzo di pelle e pellicce animali.
Stella McCartney è stata una delle prime grandi maison a sviluppare in modo sistematico la moda sostenibile. Materiali eco-compatibili, trasparenza produttiva e un approccio etico sono diventati il fondamento del brand, non una semplice tendenza. Allo stesso tempo, l’estetica rimane sofisticata e moderna, spaziando da tailleur impeccabili ad abiti da sera minimalisti. Oggi il marchio è considerato un punto di riferimento del luxury sostenibile a livello globale.
Vivienne Westwood
Vivienne Westwood è un brand creato dalla stilista Vivienne Westwood all’inizio degli anni Settanta a Londra. Le sue origini sono strettamente legate al movimento punk e alla controcultura, e le prime collezioni hanno letteralmente sovvertito l’idea di moda come qualcosa di convenzionale.
Vivienne Westwood ha utilizzato la moda come strumento di protesta, mescolando abiti storici, corsetteria, tartan e slogan provocatori. Con il tempo, il brand si è evoluto senza perdere il suo spirito ribelle. Vivienne Westwood ha avuto un impatto enorme sulla moda britannica, dimostrando che l’abbigliamento può essere una potente forma di espressione politica e culturale.
JW Anderson
Il brand JW Anderson è stato fondato nel 2008 dallo stilista Jonathan Anderson. Nato inizialmente come marchio di moda maschile, si è rapidamente trasformato in una piattaforma di sperimentazione su forme, volumi e codici di genere.
JW Anderson è diventato una delle voci chiave della nuova generazione di designer britannici. Le sue collezioni cancellano i confini tra guardaroba maschile e femminile, mentre proporzioni inusuali e un approccio concettuale hanno reso il brand uno dei preferiti dalla critica. Parallelamente, Anderson ricopre il ruolo di direttore creativo di Loewe, rafforzando ulteriormente la sua influenza sulla moda contemporanea.


